Oltre vent’anni fa imparai a memoria Vitti na crozza e feci in tempo a conoscere la pioggia di sabbia vulcanica.
era pioggia normale, invece, quella di ieri a siracusa.
ma con simona e maria lucia s’è parlato per ore di storie.
storie che piovono, storie segrete, storie di sempre.
e storie di vita, vere, che a volte sembrano non vere.
questa, che non c’entra con la sicilia o forse sì perché le storie non hanno casa, non so se è vera (m’han detto di sì).
su quel prete, giovane e in gamba e arrivato da poco, si dicevano brutte cose.
durante una festa di paese, un ragazzo, dopo essere stato sui trampoli, raccontò a tutti d’averlo intravisto nella casa della Giovanna che, si sapeva, aveva il marito lontano, in francia, a fare il boscaiolo.
il ragazzo forse esagerò, anche perché la Giovanna, si sapeva anche questo, alle finestre di casa sua, che davano sulla strada, aveva messo delle tende spesse, così da coprire i suoi peccati.
di buono, quel giovane prete, aveva la parlata.
specie a messa, quando le contadine anziane, si facevano rapire dalla sue parole e dimenticavano che quello, Giovanna o non Giovanna, gravitava sempre dove c’erano donne giovani, magari da marito, o meno giovani, magari vedove.
sta di fatto che una volta, era poco prima di pasqua, diede il meglio di sé il giovane prete: con intensità, serio in volto, raccontò, durante una funzione, prima la Passione e poi la Morte d Gesù.
mentre parlava era così concentrato, così addolorato che non prestò attenzione a un paio di vecchine che, commosse, s’erano messe a piangere.
a lui, bischeraccio blasfemo d’un prete, venne da ridere. poi si trattenne.
poi, ma fu maldestro maldestro, cercò di consolarle, e disse: Ocché piangete, che un si sa nemmen se è vero.
apriti o cielo, se tu fai del bene a un asino ricevi in cambio in calcio. e quelle, stizzite, se ne andarono subito, guardandolo acide.
dicono che di lì a poco venne trasferito.
dicono anche che la Giovanna si fece triste, ché il prete nuovo non era all’altezza del predecessore.
dedico questa storiaccia, scritta di notte, a simona, maria lucia, massimo maugeri e sua moglie.
grazie e un abraccio collettivo.
e un riconoscimento, da parte mia, al blog letteratidudine, la cui anima è generosa e gentile (e io, proprio a siracusa, ho beneficiato di tanta generosità).
mi piacerebbe tornare a siracusa: magari a luglio, a presentare il mio libro.
Passo e chiudo?, no.
resto un po’ in sicilia, ancora.
dove vado, io, leggo sempre le scritte sui muri.
a volte le annoto.
il giorno di pasqua, in prossimità della valle dei templi c’erano due scritte, botta risposta.
la botta, era
Agrigento ti amo (scritta in nero).
La riposta (sotto, in blu) era:
Compaesano, bruciati
Quella virgola,
tra compaesano
e bruciati
direi che è una “virgola notevole”.
buona giornata